Dzeko Re della classifica marcatori a suon di gol

In Real Sport

Dzeko sempre più leader della classifica marcatori. Bastano dieci minuti perché il secondo posto del Napoli evapori. Bastano dieci minuti al Torino per capire che, in questo periodo, contro la Roma c’è davvero poco da fare.

Troppo crudele Dzeko, troppo ispirato Salah, troppo pungente Nainggolan. In giornate così, nemmeno le streghe degli ex – Ljajic, Falque, Iturbe – riescono a infastidire Spalletti. Che magari non recupera punti alla Juve, ma con il 4-1 al Torino – secondo poker in quattro giorni – tiene sotto controllo il secondo posto in vista di una dieci giorni con Villarreal, Inter, Lazio e Napoli ad attenderlo. La dedica è ovviamente allo sfortunato Florenzi: “presente” sulle maglie dei compagni, dove il club ha stampato il “suo” 24.

Come andrà a finire si capisce subito. La certezza la offre il solito Dzeko. Che dopo 10′ riceve da Nainggolan e centra il suo personalissimo poker dopo la tripletta in Europa League con l’unico fondamentale che ancora mancava all’appello: il tiro da fuori. Destro all’angolo per bucare l’amico Hart, 19esimo centro in campionato a affermare la leadership tra i marcatori di serie A, 29esimo stagionale.

Da quel momento non c’è più gara. La Roma è una biglia d’acciaio che scivola liscia sul cristallo mentre il Toro annaspa in un campo che sembra troppo largo perché i suoi difensori riescano a coprirlo tutto. L’unica conseguenza possibile è il raddoppio romanista. Che puntualmente materializza al 17′, quando Strootman inventa un lob verso l’area e Barreca anticipa di testa Dzeko trasformando un pallone innocuo nell’assist per Salah. Volée dell’egiziano e palla nell’angolo per il 2-0. Pochi istanti dopo sarebbero addirittura tre se il palo non respingesse un arcobaleno dipinto dal solito numero undici dopo cavalcata maestosa sulla destra.

L’unica reazione del Toro è un destro al volo di Lukic, largo alla sinistra di Szczesny.

Quando a inizio ripresa Baselli tarda sull’invito di Zappacosta dal fondo, pure Mihajlovic capisce che è il caso di tentare qualcosa di diverso. Ripone la tattica e s’affida alle stelle, mandando in campo Iturbe, colpo di gennaio che ha ancora nei polmoni l’aria di Trigoria. Il terzo ex granata, dopo Falque e Ljajic. L’ingresso dell’argentino-paraguayano però fa effetto su Paredes, il suo più caro amico dei tempi di Roma. Prima il “5” di Spalletti sradica un pallone che poteva valere il 3-0 di Dzeko. Poi decide che il gol è comunque ora di farlo e spedisce una destro che falcia l’erba dell’Olimpico e si spegne nell’angolo. E’ la pietra tombale sul match, archiviato in pieno recupero dal poker di Nainggolan su invito delizioso di Totti (acclamato da bambini nei distinti). Pochi istanti prima aveva lasciato il segno pure la “lavatrice” Maxi Lopez: golletto utile solo per infrangere l’imbattibilità di Szczesny. E magari mandare un messaggio al criticissimo Mihajlovic. Per togliere punti alla Roma, oggi, serve decisamente altro.

Un anno di transizione quello scorso in cui Dzeko, ha subito l’adattamento al nostro campionato. Un anno di assestamento ma un campione resta tale e quello che l’attaccante stà dimostrando in questo campionato è ciò per cui chi lo aveva portato nella capitale voleva che fosse: un leader, un goleador un uomo su cui puntare per traguardi importanti.



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