Francesco Totti la prima in giacca e cravatta da dirigente

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Francesco Totti la prima in giacca e cravatta da dirigente - Real Paparazzi

Che sia più faticoso guardare una partita di calcio piuttosto che giocarla, a molti sembrerà assurdo. Eppure, per chi sul rettangolo verde ci ha passato gran parte della vita, può essere davvero così. Tra questi c’è Francesco Totti, da ormai qualche mese ufficialmente ex capitano della Roma e che domenica scorsa, allo stadio di Bergamo, ha debuttato sugli spalti in giacca e cravatta nel suo nuovo ruolo di dirigente giallorosso. «Dalla tribuna la partita è davvero tosta», ha scritto a caldo sul suo profilo Facebook.

Dovrà farci l’abitudine, anche se 25 anni sul campo non si cancellano con un colpo di spugna. L’odore dell’erba tagliata, il rumore dei tacchetti sulle piastrelle dello spogliatoio, gli sguardi concentrati dei compagni e il piacere della doccia alla fine dello sforzo: dettagli che Totti conosce bene ma dei quali, nonostante fino all’ultimo abbia provato ad allungare ulteriormente la sua carriera da calciatore, dovrà imparare a farne a meno. «Sarà un anno di lotte e di emozioni forti», aggiunge allontanando la paura.

Quella che, nel discorso di saluto all’Olimpico del 28 maggio scorso, aveva ammesso di provare di fronte ad una nuova avventura. «Come in ogni favola, il momento più difficile è dire basta», aveva dichiarato ai suoi tifosi in lacrime. «Piegare la maglia e riporla per l’ultima volta, speravo non accadesse mai. Via gli scarpini e i pantaloncini, adesso diventerò grande». Lui che grande sul campo ci è diventato a suon di magie, come quella su punizione che poco più di vent’anni fa mise in ginocchio proprio l’Atalanta.

Un interno tagliato, secco, dritto sotto l’incrocio dei pali: un gesto tecnico al quale, col passare del tempo, ci ha abituato. Così come il «cucchiaio», marchio di fabbrica, o i lanci millimetrici sulla corsa dei compagni. «Adesso per me inizia una nuova vita», ha affermato. «Mi metto al servizio della società con l’entusiasmo di sempre. Sono romanista e voglio continuare ad essere utile alla squadra». Per la gioia del direttore generale Baldissoni e del direttore sportivo Monchi, che se lo coccolano in tribuna. Tra selfie e autografi, Totti si aggiusta la giacca nella sua prima domenica «diversa». Certo è che se i tifosi già facevano fatica a vederlo seduto in panchina, passerà del tempo prima che si abituino a osservarlo da lontanto, in cravatta, sugli spalti.



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